La Storia

Milano,1929. Il centro città è in rivoluzione: un nuovo selciato in piazza Duomo, il rettifilo tra San Babila e l'abside di San Fedele, il palazzo del Teatro Odeon. E, nonostante la crisi, superata dagli agenti di Borsa in trasloco da piazza Cordusio a piazza Affari, Milano scopre il primo "frigidaire" nelle vetrine di Montenapoleone e il primo film sonoro in Italia al Cinema Corso. L'editore Mondadori lancia il primo "Giallo" Il teatro porta un'ondata russa, con il "Boris" alla Scala, "Il cadavere vivente" e "Le tre sorelle" al Manzoni di piazza S. Fedele (regia di Pitoeff) e con un adattamento di "Resurrezione" al Filodrammatici, protagonista Tatiana Pavlova.
Nei salotti si parla di Thomas Mann, di Italo Svevo e Moravia esce con un romanzo completamente al di fuori del clima trionfalistico mussoliniano: "Gli indifferenti".

E proprio nel 1929, in via Agnello apre "a Santa Lucia", il locale che lancerà la pizza e la cucina napoletana a Milano, creato da Leone Legnani, modenese con una bella esperienza di ricette partenopee, e dalla moglie Rosetta. Tra i clienti dei primissimi anni nientemeno che D'Annunzio e poi Mascagni in compagnia del leggendario basso russo Scialiapin, alla Scala per il Boris.

Ma la fortuna arrivò con le ballerine austriache della rivista "Cavallino Bianco" dei fratelli Schwarz - incredibile successo teatrale d'inizio anni Trenta - lì a tavola ogni sera, conquistate dagli squisiti pizza, spaghetti e pesce. La voce di quegli ottimi piatti corse e arrivò Joséphine Baker, l'indemoniata mulatta che aveva inaugurato il vicino teatro "Giardino dell'Odeon".

E, a ruota, Yves Montand, Sergio Tofano, Paolo Stoppa, Eduardo De Filippo, Totò, la Osiris e i più bei nomi dello spettacolo, che elessero "a Santa Lucia" il loro cenacolo del dopo-palcoscenico.Ognuno ha il suo posto come da Maxim's; ognuno regala il ritratto con dedica e le pareti si riempiono. Nel 1957, il nuovo assetto urbanistico cancella parte di via Agnello e "a Santa Lucia" si trasferisce in via S. Pietro all'Orto, con la sua cucina, i suoi tavoli, tutti i suoi arredi e persino l'insegna originale. E la tradizione dello spettacolo continua: arrivano Belafonte, Sinatra, Liza Minnelli, Placido Domingo, Gassman, Mastroianni, Sordi, Maria Callas, Delon, seguiti oggi dai grandi calciatori, registi, divi della televisione. I ritratti con dedica alle pareti, che avvolgono l'ospite in una preziosa atmosfera di celebrità, sono diventati più di 400 e continuano ad aumentare, perché qui seguono a darsi appuntamento giornalisti, registi, attori, cantanti, uomini d'affari di tutto il mondo.

Proprio per i personaggi che lo hanno frequentato, per le sue vicende e per aver conservato arredi e testimonianze delle origini, "a Santa Lucia" appartiene all'Associazione Locali storici d'Italia, che riunisce i duecento più antichi e prestigiosi ristoranti, alberghi, pasticcerie-confetterie-caffè letterari che hanno fatto la storia del nostro Paese.

Oggi, "a Santa Lucia" è guidato da Alberto Cortesi che, dagli anni Sessanta, firma i ristoranti di successo di Milano.

Nelle foto:
corso Vittorio Emanuele nel 1929 e "a Santa Lucia " in via Agnello nel 1957 (Civico Archivio Fotografico di Milano); la locandina di "Al Cavallino Bianco" (Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli - Milano)